E’ risaputo che Lin, Lan, Len (i messaggeri di MoRkObOt) sono sempre alla ricerca di nuove patologie da studiare. Per poter esaminare al meglio queste patologie è necessario trovare cavie (umane, ma non necessariamente) da sottoporre ai trattamenti necessari all’apprendimento e allo sviluppo di nuove nozioni. Può capitare però che non sempre vi sia una disponibilità immediata di tali cavie. Ecco che allora il senso del dovere, della scienza, della scoperta, del sapere dei tre scienziati diventa irrefrenabile tanto da costringerli ad applicare su loro stessi le modalità atte ad attuare (appunto) i loro elaborati esperimenti. L’esempio più recente riguarda il particolare studio volto allo studio (appunto) delle formazioni di natura tessuto connettivo fibrosa. Esse sono caratterizzate dal colorito madreperlaceo che permette ai muscoli di fissare le proprie estremità ad un osso o al derma. Lo scopo dei messaggeri è quello di ricreare lesioni gravi, che comportano una totale (o quasi) rottura del tessuto, in modo da confermarne la perdita del movimento generato dal muscolo interessato. La seconda parte dell’esperimento riguarda invece le strutture anatomiche del sistema nervoso periferico formate da fasci di assoni (provenienti da un gruppo di neuroni) che trasportano informazioni da o verso il sistema nervoso centrale. Esistono due tipi principali di strutture: encefalospinali e del sistema simpatico (del quale, dopo numerosi studi socio/anatomici non è possibile confermarne la presenza in tutti gli esseri umani). Le strutture encefalospinali (o somatiche) partono dal sistema nervoso centrale e si distribuiscono ai distretti superficiali e scheletrici del porco. I nervi viscerali/// si distribuiscono, invece, nella muscolatura liscia, nei visceri/// (appunto), nei vasi, nelle ghiandole e nel cuore. Durante il corso dell’esperimento è stato interessante notare che la percezione dell’anomalia funzionale delle strutture encefalospinali e dei tessuti connettivi sia spesso luogo di fraintendimenti atti alla delocalizzazione, da parte della cavia, dell’area interessata al malfunzionamento motorio.